domenica 30 luglio 2017

Allattare al seno è il modo migliore di nutrire un neonato. Lo dice l’Organizzazione mondiale della sanità, che raccomanda l’allattamento esclusivo fino ai sei mesi, e incoraggia le mamme a continuare fino ai due anni del bambino, integrando ovviamente il proprio latte con altri alimenti.

Abbiamo chiesto a Riccardo Davanzo, neonatologo dell’Ospedale pediatrico Burlo Garofolo di Trieste e presidente del Tavolo Tecnico ministeriale per la promozione dell’allattamento al senodi spiegarci perché il latte materno è così importante per la crescita e lo sviluppo dei bambini.

1) Il latte materno è unico e inimitabile Questo significa che i latti di mucca o di asina o di capra, comunemente proposti per sostituirlo, sono dei surrogati non alla sua altezza.

In altre parole, per un neonato non c’è alimento migliore del latte della sua mamma. Il latte materno, infatti, apporta tutte le sostanze essenziali che gli assicurano un’ottima crescita. Nelle giuste proporzioni. Infatti, non ha mai la stessa composizione, ma cambia per adeguarsi alle necessità di crescita del neonato, così come cambia la sua consistenza durante il corso della stessa poppata (quello prodotto all’inizio è meno grasso e più ricco di acqua e lattosio, il latte terminale invece è molto più ricco di grassi). Il latte materno ha, insomma, una spiccata biodiversità.

2) Il latte materno educa al gusto prima dello svezzamento. La formula del latte materno varia in base alla dieta della mamma - e veicolando nutrienti e sapori della dieta materna, educa al gusto ancora prima dello svezzamento - ma anche in base alla durata della gravidanza. In questo modo i prematuri, che rappresentano il 6-10% di tutti i nati, hanno a disposizione un latte più ricco di proteine, particolarmente adatto alle loro peculiari esigenze nutrizionali, e con proprietà immunologiche più spiccate del latte maturo.

3) Il colostro è perfetto per le prime poppate Il latte delle prime poppate si chiama colostro: è perfetto come primo alimento dei neonati, perché è ricco di vitamina A, fattori di crescita e anticorpi. Ha un’alta digeribilità e nello stesso tempo un elevato potere nutrizionale. Il suo effetto lassativo, inoltre, aiuta il neonato a eliminare le prime feci (meconio) e a espellere l’eccesso di bilirubina, cosa che aiuta a prevenire l’ittero. In genere, dopo 2-3 giorni dal parto, si forma il latte maturo, con la montata lattea.

4) Il latte materno protegge da malattie e allergie Il latte materno, oltre a essere facilmente digeribile, contiene importanti fattori, tra cui le immunoglobuline e i prebiotici, che aiutano l’organismo in crescita a proteggersi da batteri, virus e altri agenti che causano malattie e allergie.

Il latte materno inoltre è ricco di principi attivi che promuovono lo sviluppo del sistema digerente, di calcio e proteine utili per la formazione e rafforzare le ossa, ed è una fonte importante di acidi grassi essenziali, indispensabili per la crescita del cervello e della facoltà cognitiva. Veicola inoltre dalla mamma al bambino ormoni, anticorpi e anche cellule staminali: e la ricerca in questo campo è ancora in corso per verificare gli effetti di riparazione, rigenerazione o compensazione delle staminali contenute nel latte materno.

È ormai condiviso a livello internazionale, inoltre, che l’allattamento al seno riduce l’incidenza e la durata delle gastroenteriti, protegge dalle infezioni respiratorie, riduce il rischio di sviluppare allergie, migliora la vista e lo sviluppo psicomotorio, migliora lo sviluppo intestinale e previene il rischio di obesità.

Ma non solo. Molti studi confermano che l’allattamento al seno riduca anche, nel primo anno di vita del bambino, il rischio di morte in culla senza cause apparenti (SIDS). Ecco perché è un bene promuovere l’allattamento al seno almeno fino al 12esimo mese.

5) Anche la mamma trae benefici dall’allattare Il latte materno è pratico - salvo un po’ di difficoltà che si possono incontrare all’inizio, per superare le quali può essere utile rivolgersi al personale sanitario -, è sempre disponibile e alla giusta temperatura. Ed è economico: nessun costo di preparazione. Allattando, poi, si favorisce la contrazione dell’utero, riducendo il naturale sanguinamento post parto e consentendo all’utero di tornare alle dimensioni normali più velocemente.

Inoltre, meglio delle diete dimagranti, favorisce la perdita di peso e il recupero della forma fisica.

E infine, alcuni studi suggeriscono che l’allattamento al seno riduce il rischio di osteoporosi dopo la menopausa e contribuisce a ridurre il rischio di cancro al seno e all’ovaio.

6) E chi non ha latte? Sono veramente rari i casi di donne che producono poco latte. L’obesità è un fattore predisponente, può cioè ostacolare la lattazione. Anche chi ha avuto un parto traumatico può essere meno predisposta a far partire l’allattamento.

Generalmente le cause che portano ad abbandonare l'allattamento sono la scarsa informazione o il mancato sostegno alle neomamme che a volte, più o meno incoraggiate da operatori sanitari e/o familiari, finiscono con l’interpretare alcuni comportamenti del bambino (per esempio “vuole attaccarsi più spesso del solito” oppure “fa riposini più brevi perché ha continuamente fame”) come indice della insufficiente produzione di latte.

Ma è proprio la suzione del seno da parte del bambino che garantisce l’adeguata produzione di latte. E non c’è nulla di strano che in alcuni giorni, un bambino possa avere più fame del solito e voler mangiare più spesso: così facendo aumenta la produzione di latte. In definitiva, poi, se il bambino cresce vuol dire che il latte è sufficiente: segni affidabili di un’adeguata produzione (e assunzione) sono l’emissione di urine e feci. Leggi anche 10 modi infallibili per aumentare la produzione del latte
7) E se la mamma deve sottoporsi a indagini radiologiche? In questi casi non c’è alcun motivo per interrompere l’allattamento. Molte mamme che allattano e che devono sottoporsi a esami di diagnostica per immagini si chiedono se possano essere dannosi per il bambino. Ma in realtà i raggi utilizzati in radiologia, così come gli ultrasuoni in ecografia o i campi magnetici della risonanza magnetica nucleare, non danneggiano il latte materno e quindi sono sicuri per il poppante.

Per l’esecuzione della tac e della risonanza magnetica può essere necessario iniettare alla madre un “mezzo di contrasto” che può filtrare nel latte materno. Per questo motivo, in passato, si consigliava di gettare il latte prodotto subito dopo la somministrazione del mezzo di contrasto. Ma una recente indagine ha dimostrato che non c’è alcuna incompatibilità tra allattamento e questi esami con mezzi di contrasto: le poppate possono continuare regolarmente

8) L’unica reale controindicazione all’allattamento al seno è rappresentata dalla sieropositività all’HIV, perché c’è il rischio concreto che, in questo modo, una donna affetta dal virus possa trasmettere l'infezione al proprio figlio.

Altre controindicazioni non hanno fondamento: non è vero che in caso di miopia, epatite C, sclerosi multipla o anemia una donna non debba allattare. A meno che la malattia non sia così grave che è meglio evitare lo stress metabolico causato dall’allattamento.
Leggi anche 10 miti da sfatare sull'allattamento al seno

9) L’allattamento e i farmaci Può capitare che la mamma debba assumere farmaci per curarsi. In questo caso è appropriato verificare se il loro uso sia sicuro per il bambino. Se si sa in anticipo che il farmaco da assumere è controindicato, prima di iniziare la terapia può essere utile ricorrere al tiralatte. Sulla base delle attuali raccomandazioni più accreditate, il latte materno può essere conservato in frigo a temperatura di 4 °C per 4 giorni oppure conservato nel freezer a - 20°C per 6 mesi.

10) E se la mamma che allatta è nuovamente in dolce attesa? Nella maggior parte dei casi, allattare al seno anche in caso di una nuova gravidanza è sicuro per madre, embrione, feto e lattante. In particolare, si può allattare tranquillamente nel primo e nel secondo trimestre di gravidanza, nell’ultimo invece meglio confrontarsi con il ginecologo. Leggi anche Allattare in gravidanza






                    





Far bere acqua ai neonati?








Da quando dare l’acqua ai bambini?

Se il bebè è allattato esclusivamente al seno ha bisogno anche di acqua? Da quando introdurla? Meglio quella del rubinetto o quella della bottiglia? Ecco le risposte di Alberto Villani, Responsabile Unità Operativa Complessa di Pediatria Generale e Malattie Infettive presso l’ospedale Bambino Gesù di Roma.

I lattanti possono/devono bere acqua?

Nei primi mesi di vita il lattante non ha bisogno di bere acqua. Il latte materno, così come quello in formula, è composto per oltre il 95% di acqua. Per questo motivo non solo non c’è nessun bisogno di aggiungere altra acqua, ma è anche opportuno che il lattante non assuma altri liquidi (acqua, tisane ecc) oltre al latte fino all'introduzione dei primi alimenti solidi. 
Si rischia infatti di riempire inutilmente lo stomaco, che arriverà alla poppata con un falso senso di sazietà e di instaurare cattive abitudini (in particolare di notte).

giovedì 13 luglio 2017

Viaggiare in gravidanza


Posso viaggiare in gravidanza? Ci sono particolari precauzioni da prendere? Esistono modi di viaggiare migliori di altri? Il periodo della gravidanza e' importante?
Le risposte a queste domande dipendono dall'epoca gestazionale e dalla presenza di fattori di rischio, condizioni che aumentano il rischio di patologia e che necessitano pertanto di una maggiore prudenza e sorveglianza.
La maggior parte delle donne possono viaggiare tranquillamente in gravidanza. E' indispensabile però seguire alcune raccomandazioni.

Quando viaggiare?
Dopo i primi tre mesi generalmente ci si sente meglio. Il fisico comincia ad adattarsi allo stato di gravidanza, la nausea è oramai attenuata, il vomito è scomparso, la sonnolenza non e' più un problema.
Se vi è quindi la possibilità di programmare il viaggio, il secondo trimestre (IV, V e VI mese) è pertanto il momento migliore per affrontarlo.
Problemi possono invece presentarsi negli ultimi mesi: sarebbe quindi più prudente evitare lunghi spostamenti e per troppo tempo con l'avvicinarsi della data del parto.

Consigli generali
Indipendentemente dalle modalità di viaggio, è utile prendere alcune precauzioni per migliorare il benessere e la sicurezza.
1. Passeggiare spesso, quasi ogni ora: serve ad evitare gonfiore degli arti inferiori, a volte molto intenso e fastidioso.
2. Calzare scarpe comode, indossare calze elastiche ed indumenti che non costringono. I tessuti a contatto della nostra pelle devono essere di fibre naturali come cotone o lana: sono meno irritanti ed assorbono il sudore.
3. Mangiare poco e spesso: portarsi della frutta o piccoli snacks per prevenire la nausea.
4. Non assumere farmaci che non siano stati prescritti dal proprio ginecologo.
5. Sottoporsi ad un controllo clinico prima della partenza.
6. Indirizzi utili. Se il viaggio durerà a lungo (alcune settimane) o se avviene nelle ultime settimane di gravidanza è bene avere dei punti di riferimento nella zona dove si andrà a soggiornare come l'indirizzo di un altro ginecologo, un ospedale con reparto di ostetricia o altra struttura utile per affrontare le eventuali necessità o situazioni di emergenza.

QUALE MEZZO SCEGLIERE?
Automobile, bus, treno, aereo o nave? In linea di massima vanno bene tutti ma nei lunghi viaggi e preferibile il mezzo più veloce. Si sconsiglia lo spostamento in moto.

Per terra
L'automobile va bene per viaggi non troppo lunghi. Dieci ore di viaggio sono pesanti anche al di fuori della gravidanza. Non più di 5-6 ore di viaggio al giorno sono un buon obiettivo.
E' bene indossare sempre una cintura di sicurezza. Alcune donne temono che la cintura di sicurezza possa costringere il feto se l'automobile si ferma bruscamente o in caso di impatto violento. Nella realtà ciò avviene eccezionalmente perché il feto è protetto dal liquido amniotico che lo circonda, dai muscoli, organi ed ossa materni. In caso di incidente è bene tuttavia consultare immediatamente il proprio ginecologo od un pronto soccorso ostetrico.
Se l'automobile possiede un Air Bag indossare la cintura di sicurezza è ancora più doveroso: in caso di incidente il trauma addominale potrebbe essere maggiore. Se l'Air Bag dovesse aprirsi, il gas non e' nocivo.
Si può scegliere di viaggiare in autobus od in treno. Gli autobus hanno corridoi stretti e toilette piccole. I treni, invece, hanno più spazio per passeggiare. I loro piccoli sbandamenti non sono pericolosi.

Come indossare la vostra cintura di sicurezza
E' bene posizionare la cintura orizzontale (quella in basso) al di sotto dell'addome, abbassandola quindi un poco, in modo da circondare senza costringere. La cintura trasversale deve essere posizionata tra i due seni ed intorno alla spalla, regolando il sedile in modo che quest'ultima non strofini sul collo. E' bene inoltre che non siano regolate troppo lente.

Per aria
Di norma, volare è sicuro in gravidanza. La maggior parte delle compagnie aeree accettano donne gravide al di sotto delle 36 settimane (è bene pertanto portare un certificato con la data presunta di parto). I metal detector utilizzati come sistemi di sicurezza negli aeroporti non arrecano alcun danno al feto.
Esistono alcune regole per un viaggio tranquillo:
1. Farsi assegnare un posto vicino al corridoio per poter passeggiare ed andare facilmente in bagno.
2. La cabina può essere sia riscaldata che rinfrescata anche in un piccolo aereo. Nonostante ciò è bene indossare pochi abiti leggeri a strati che si possano rimuovere con facilità.
3. Bere bevande leggere per evitare la nausea, ma abbondantemente poiché l'aria della cabina è asciutta.

Per mare
Le navi da crociera possono rappresentare un mezzo di viaggio comodo e rilassante. Tuttavia alcune persone soffrono il mal di mare: se è la prima esperienza, questo non è il momento più adatto per provare. E' bene informarsi su eventuale assistenza medica specifica quando la nave e' in mare aperto.

VIAGGI ALL'ESTERO
In questo caso è bene tenere a mente alcune problematiche:

Cibi e bevande. I viaggi in altri paesi portano talvolta a contatto con patologie non usuali. I nativi sono abituati alla presenza di alcuni microrganismi reperibili nel cibo e nelle bevande, ma gli stessi possono essere causa di patologie nel nuovo ospite. La cosiddetta diarrea del viaggiatore può essere un disturbo leggero per chi non è in gravidanza, ma può diventare un serio problema per la gestante. In caso di diarrea è bene reintegrare la perdita di liquidi bevendo molto. E' anche utile portare con se dei farmaci per affrontare questo disturbo, da assumere solo dopo aver consultato il medico. Ma il sistema migliore è fare attenzione all'alimentazione per prevenire il disturbo:
1. Bere solamente acqua pura imbottigliata e bevande leggere. Lo iodio usato per purificare l'acqua può non essere sicuro per le donne in gravidanza.
2. Non usare ghiaccio nelle bevande, non bere dalla bottiglia ed usare preferibilmente bicchieri di carta.
3. Evitare frutta fresca e verdura a meno che non venga precedentemente cotta e sbucciata.
4. Fare attenzione a cibi crudi o poco cotti (possono anche essere veicolo di toxoplasmosi).
5. Accertarsi che il latte assunto sia effettivamente pastorizzato.

Malaria. La malaria e' un infezione tropicale trasmessa dalla puntura di una zanzara. Causa anemia e sintomi simil-influenzali. Può determinare aborto, ritardo di accrescimento ed altri problemi gravi. Evitare le punture di zanzare nelle aree endemiche non è facile; un aiuto e' rappresentato dall'uso di abiti coprenti e di repellenti per le zanzare sotto forma di spray o lozioni.
Non esistono farmaci che proteggano con sicurezza dalla malaria. Tuttavia la clorochina può fornire un aiuto sia nella prevenzione che nel trattamento. L'assunzione andrebbe effettuata prima, durante e dopo il viaggio per alcune settimane. E' preferibile non recarsi nelle zone endemiche e soprattutto dove esistono quei tipi di malaria che non rispondono alla clorochina.



Settimo mese di gravidanza
Il seno aumenta di grandezza e di peso (circa mezzo chilo) e le vene intorno ai capezzoli sono più evidenti. Il segno più vistoso dell’avanzamento della gravidanza è lo stiramento della pelle della pancia che, distendendosi, diventa meno elastica quindi abbondate di creme ed oli contro le smagliature.L'utero continua ad ingrandirsi e, per questo motivo, la sensazione di pesantezza aumenta e voi avete tendenza a sentire una sorta fatica nella respirazione.Potrete iniziare a provare un po' d'ansia e preoccupazioneper la maternità, per la salute del bambino e per il parto, è normale non preoccupatevi!Il bambino potrebbe pesare sulla vescica costringendovi ad urinare con grande frequenza. L'aumento di peso raggiunge circa otto chili.Il colostro potrebbe cominciare a colare dai capezzoli. Alcune future mamme potrebbero soffrire di bruciori di stomaco e di problemi di digestione. Il motivo è da cercare, oltre che nel notevole aumento di peso, nella posizione che assume la madre: stare molto sedute comprime la pancia, con conseguenti indolenzimenti che sfociano in dolori addominali. Onde evitare questo fastidio, potrebbe essere utile praticare sport leggeri o fare ginnastica, che aiutano a mantenere elastica la pelle e a minimizzare gli inconvenienti.



Ventisettesima settimana

Sei ormai nel pieno del tuo settimo mese di gravidanza, vediamo come cresce il tuo peso corporeo e come cresce il bambino. Ma anche come combattere qualche fastidioso disturbo, come le vene varicose.

Come cresce il bambino

Il bambino misura 35 centimetri e pesa circa 760 grammi e somiglia sempre di più a un essere umano in miniatura. Sta raggiungendo un terzo del peso che avrà alla nascita e complessivamente in questo mese raddoppierà il suo peso. Le connessioni tra i neuroni sono complete anche se i movimenti non sono ancora coordinati.

La sua pelle è sempre grinzosa, ma molto più resistente e spessa ed è protetta dalla vernice caveosa.
Il suo sistema respiratorio continua a svilupparsi, se il bambino dovesse nascere adesso il suo organismo sarebbe fragile e sarebbe considerato come estremamente prematuro.
Le sue papille gustative sono definite e può sentire i sapori dei cibi che assume attraverso il liquido amniotico, quindi cerca di diversificare la dieta abituale.



I figli

I nostri figli I figli sono le risposte che la vita dona ad ognuno di noi. Sono loro l’essenza del vostro sorriso. Sono sangue e carne ...