mercoledì 31 maggio 2017

Conservazione del cordone ombelicale

Nel nostro paese, secondo quanto stabilito dalla legge, sono possibili solo la donazione eterologa, con la quale si dona il cordone ombelicale a beneficio della collettività, proprio come avviene per le donazioni di sangue, e la donazione dedicata, ovvero riservata al proprio neonato o un consanguineo per quelle famiglie ad alto rischio di malattie genetiche o che hanno già un bimbo malato. Sia la donazione eterologa che quella dedicata sono gratuite, a carico del Servizio sanitario nazionale e vengono gestite da una rete di 19 banche pubbliche. L’unico divieto, quindi, riguarda la conservazione “egoistica”, quella autologa. Non è una questione morale né ideologica. D’altronde, ci sarà un motivo se delle 60 mila sacche di cordone ombelicale esportate, nessuna è finora rientrata in Italia per essere trapiantata al bambino donatore o a un suo familiare, mentre delle 30.000 unità donate dalle mamme italiane a scopo solidale ne sono state utilizzate più di mille per trapiantare pazienti italiani ed stranieri.

La spiegazione è presto detta. Le staminali emopoietiche del cordone sono utilizzate con successo per cinque categorie di malattie: leucemie, linfomi (Hodgkin e non Hodgkin), anemie (talassemia, anemia falciforme), immunodeficienze e malattie metaboliche. Nel caso in cui il bimbo sviluppi una di queste patologie, sarebbe da pazzi utilizzare le sue stesse cellule per il trapianto, perché il difetto cellulare potrebbe essere presente sin dalla nascita e provocare una recidiva. Per di più, il trapianto è più efficace quando le cellule non sono compatibili al 100%. In questo caso, quindi, la conservazione autologa sarebbe stata vana. Un’altra possibilità è che un bimbo sano, di cui è stato conservato il cordone, abbia un fratellino malato. In questa circostanza le sue staminali potrebbero rivelarsi molto utili. Già, ma quante volte succede?

Se in famiglia non vi sono casi precedenti di leucemie o altre malattie genetiche (nel qual caso è prevista la donazione dedicata del sistema sanitario pubblico), la probabilità di utilizzare il cordone depositato in una banca estera è di una su 20.000 nei primi 20 anni di vita, ovvero lo 0,005%. Persino in questo caso rarissimo, ci sarebbe solo una probabilità su quattro che due fratellini siano compatibili per il trapianto. Al contrario, le chances di trovare un’unità di sangue cordonale nelle banche pubbliche sono straordinariamente alte, dell’ordine del 75-80% e i tempi d’attesa non superano le 3-4 settimane. Insomma, la conservazione autologa non sembra proprio un grande affare. “È un affare molto vantaggioso solo per le banche stesse”, ribatte Contu.

C’è chi replica: la scelta della conservazione privata va considerata un investimento sul futuro. Una scommessa, insomma, sui progressi della ricerca scientifica. In effetti ci sono numerose sperimentazioni in corso per l’impiego delle staminali emopoietiche per lesioni spinali, infarto, ictus, Parkinson, Alzheimer, sclerosi laterale amiotrofica… Sono stati riportati casi aneddotici di bimbi affetti da paralisi cerebrale che hanno mostrato miglioramenti dopo il trapianto autologo di staminali emopoietiche. È incoraggiante anche che l’infusione di cellule del cordone per ildiabete di tipo 1 non abbia evidenziato grossi effetti collaterali. Tuttavia, gli studi sono solo all’inizio e ci vorranno ancora parecchi anni per avere risultati certi. Allora, forse sì, quello che non è curabile oggi lo sarà domani. Al momento, però, far credere che le staminali del cordone siano o possano diventare una panacea per tutti i mali è solo una strategia di marketing. Falsa, per giunta.

Ognuno, poi, ha il sacrosanto diritto di scegliere. Ma c’è un’obiezione etica forte con cui fare i conti. Se tutte le mamme, allo stato attuale delle evidenze scientifiche scegliessero la conservazione autologa, si assisterebbe a una riduzione della disponibilità di sangue cordonale per i trapianti allogenici. E molti bambini sarebbero privati di una terapia salvavita. Una terapia che esiste, ma è chiusa in qualche banca privata all’estero. E lì resterà inutilizzata. Se fossimo una mamma in dolce attesa, insomma, non avremmo dubbi: sceglieremmo di donare.

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giovedì 18 maggio 2017


Il pericoloso alluminio




  • ALLUMINIUM: lo troviamo all’interno di tantissimi prodotti, alimentari e non, e ovviamente non poteva mancare tra i componenti di molti cosmetici, in particolar modo deodoranti e antitraspiranti, che possono contenere fino al 20% di sali di alluminio sotto forma di cloridrati di alluminio e idrati di zirconio. L’uso prolungato di queste sostanze è collegato al rischio di insorgenza di cancro al seno poiché i sali di alluminio sono in grado di danneggiare in modo significativo il Dna delle cellule, stimolandone la degenerazione in cellule cancerose.

  • Con questa lista di prodotti nocivi per la salute e l’ambiente, non avevamo intenzione di spaventarvi o convincervi a svuotare il beauty-case! Semplicemente vorremmo cercare di farvi capire quali sono i prodotti più sicuri da usare e spingervi verso un consumo consapevole dei cosmetici, preferendo quelli biologici (in cui per legge non possono contenere tali sostanze) e che non siano stati testati su animali. Ma soprattutto di leggere bene l'etichetta: conoscere l'INCI è l'unica arma per scegliere bene.


    Ps:in gravidanza evitare di conservare i cibi nella pellicola di alluminio e in vaschette, preferire i cibi conservati in vetro ai barattoli; non adoperare gli obsoleti tegami in alluminio per cucinare e fare attenzione ai prodotti cosmetici perché dannosi oltre che alla mamma soprattutto al bambino .
    Come calcolare le settimane di gravidanza?
    La tabella completa:
    1 mese: inizia dal primo giorno delle ultime mestruazioni (0 settimane + 0 giorni) e finisce a 4 settimane + 3 giorni
    2 mese:  da 4 settimane + 4 giorni a 8 settimane + 5 giorni
    3 mese: da 8 settimane + 6 giorni a 13 settimane + 1 giorno:
    4 mese:  da 13 settimane + 2 giorni a17 settimane + 4 giorni
    5 mese: da 17 settimane + 5 giorni a 21 settimane + 6 giorni
    6 mese: da 22 settimane + 0 giorni a 26 settimane + 2 giorni
    7 mese: da 26 settimane + 3 giorni a 30 settimane + 4 giorni
    8 mese: da 30 settimane + 5 giorni a 35 settimane +  0 giorni
    9 mese: da 35 settimane + 1 giorno a 40 settimane + 0 giorni

    C'è poi un limite di altre due settimane, per cui una gravidanza può arrivare a 42 settimane, che viene tenuto in conto quando si deve pazientare ancora se il travaglio non accenna ad iniziare.



    mercoledì 17 maggio 2017



    La camiciola della fortuna


    Una delle tradizioni che ha resistito allo scorrere del tempo e ai cambiamenti sociali e culturali dei nostri tempi è quella che riguarda il camicino della fortuna, una minuscola casacca in cotone o seta, da far indossare al piccolo subito dopo la nascita. Il camicino, perchè porti fortuna, deve essere regalato da qualcuno e poi conservato per ricordo, secondo alcune credenze, senza essere lavato. Questa tradizione ha origine dal fatto che, soprattutto in passato, il corredino del neonato comprendeva una serie camicine di seta o cotone da utilizzare nei primi giorni di vita per evitare che la pelle delicata del bambino venisse a contatto con tessuti che potessero provocare irritazioni o allergie.
    Oggi le future mamme, nel preparare i cambi necessari per la degenza in ospedale o in clinica subito dopo il parto, preferiscono quasi sempre utilizzare i body, che sono più comodi e hanno una maggiore vestibilità. I camicini della fortuna si possono acquistare nei negozi di abbigliamento per bambini, se ne trovano di vari colori ma quelli più in voga sono il bianco e il rosso.
    Generalmente il camicino si regala alla futura mamma dopo il 3° mese di gravidanza.


    martedì 9 maggio 2017








    Ventesima settimana di gestazione


    20° settimana di gravidanza vi porta proprio nel mezzo della gestazione, e nel mezzo del secondo trimestre, uno dei periodi migliori, dato che ci sono meno difficoltà che nei periodi precedenti, e siete abbastanza contente di come sia andata fino ad ora. Si può progettare qualche viaggio in questi giorni, anche se bisogna prendere precauzioni sul cibo da mangiare, dato che prendere un’ infezione intestinale o altro in questo periodo può creare dei seri problemi sia al bimbo che a voi. Potete iniziare a creare un piano per la nascita, segnandovi i dettagli che riguardano le vostre preferenze per la nascita del bambino e le procedure da seguire in caso non ci siano complicazioni, o come comportarsi nel caso ne insorga qualcuna. Un piano per la nascita serve a darvi sicurezza e vi aiuta a controllare le situazioni di emergenza. Potete iniziare a rilassarvi facendo esercizi di respirazione, massaggi, yoga o leggeri esercizi fisici per alleggerire lo stress. Se non lo avete fatto fino ad ora, potete eseguire i test necessari per rilevare eventuali anomalie genetiche o difetti.

    ***

    I vostri sintomi: un breve dolore intenso da una o entrambe le parti causato dall’allungamento del legamento rotondo non è niente di cui preoccuparsi.
    Sviluppo del bambino: il fegato, l’intestino e lo stomaco ora sono completamente racchiusi nella cavità addominale. Il bambino sta inghiottendo una maggiore quantità di liquido amniotico ed inizia a produrre il meconio.
    Dimensioni del bambino: 22 cm (dimensioni di una banana), g 190.
    Cosa bisogna fare: cominciare a pensare a dei nomi per il bambino.

    Lo sviluppo del bambino

    Nelle ultime quattro settimane, il bambino è cresciuto abbastanza e il suo peso è circa quadruplicato. Ora il bimbo dovrebbe essere grande abbastanza per permettervi di sentire i suoi movimenti in maniera regolare. Dai suoi movimenti potete capire se è sveglio o se sta dormendo. Il suo peso è di circa 300 g e la sua lunghezza di circa 25-28 cm. Il bambino inizia a fare pratica con la respirazione anche se i polmoni non sono ancora maturi e forti abbastanza per respirare al di fuori dell’utero. In questo momento il piccino è ricoperto da una fine peluria tutta intorno al corpo, chiamata lanugine, e anche i capelli sulla testa stanno crescendo abbastanza velocemente. Il bimbo in questo periodo sente tutti i rumori uterini, dato che le sue orecchie sono quasi del tutto funzionali. Se si tratta di una bimba, il suo utero inizia a svilupparsi in questo stadio. Il resto degli organi e delle strutture è pronto e il bambino continuerà solamente a crescere. Il bimbo è ricoperto da una sostanza bianca chiamata vernice caseosa che protegge la sua pelle evitando che si irriti e aiutando poi a fare da lubrificante per quando sarà ora del parto. Il bambino ha già cominciato da un po’ a produrre il meconio, sostanza viscosa nero verdastra che consiste nello scarto gastrointestinale.

    Cambiamenti del vostro corpo

    Man mano che il bambino continua a crescere, alcune donne soffrono di problemi nel respirare o nel fare lunghi respiri profondi, dato che i polmoni possono venire ostacolati dagli altri organi, soprattutto se avete una corporatura esile. Questo non è un grave problema, ma può essere comunque molto fastidioso. Sarete liberate di questo fastidio solo durante l’ultimo mese di gravidanza, quando il bambino scivolerà nella pelvi, preparandosi per la nascita, così che la pressione sugli organi superiori si ridurrà notevolmente. La punta dell’utero si trova allo stesso livello dell’ombelico e potete aver guadagnato circa 4-5 Kg fino ad ora. D’ora in avanti vi potete aspettare di aumentare ogni settimana di circa 250 – 500 g. Dovete tenere sotto controllo le vostre variazioni di peso insieme al vostro medico, in modo da sapere se c’è bisogno di qualche cambiamento. Molte donne notano delle smagliature in questo periodo, dato che i muscoli addominali vengono stirati e spinti, man mano che il bambino continua a crescere. I normali piccoli problemi che caratterizzano questo periodo sono: minzione frequente, stipsi, problemi gastrointestinali e bruciore di stomaco. Comunque, questi sintomi ora sono abbastanza leggeri e diventeranno più accentuati con il procedere della gravidanza. Il prurito è abbastanza comune e si manifesta a causa della pelle secca (condizione chiamata xerosis), che è causata dalla disidratazione. E’ importante aumentare l’assunzione di acqua, anche se ci si sente gonfie e piene. Altre cause del prurito possono essere dei problemi al fegato, delle reazioni a delle vitamine prenatali o delle infezioni. Se il prurito è causato da un cambiamento nei livelli di Ph, potete applicare delle compresse fredde sulle zone interessate o delle soluzioni di bicarbonato di sodio ed acqua. Per evitare infezioni da funghi e altri batteri, bisogna tenersi sempre puliti e asciutti.

    Cosa aspettarsi

    Vi trovate in uno stato mentale migliore in questo periodo e state meglio sia fisicamente che psicologicamente. Assicuratevi di continuare una dieta salutare per la gravidanza e leggeri esercizi fisici. Assicuratevi di aumentare i nutrienti nella vostra dieta, specialmente il ferro per evitare l’anemia, che può portare alla nascita di un bimbo sovrappeso o ad una nascita prematura. Avete bisogno di ferro per compensare l’aumento del volume sanguigno all’interno del vostro corpo, e per preparare il vostro corpo ad un’importante diminuzione di sangue durante il concepimento. Delle buone fonti di ferro che possono essere incluse nella vostra dieta sono le uova, il pollo, la frutta secca, il germe di frumento, la farina d’avena, gli spinaci, i fagioli essiccati, altri frutti scuri e verdure, da assumere insieme o come alternativa a integratori di vitamine o di ferro in pastiglie. Se soffrite di difficoltà respiratorie, potete fare delle camminate o degli esercizi leggeri per migliorare la circolazione sanguigna. Potete già iniziare a leggere qualche libro di nomi se sapete già il sesso del nascituro, oppure potete iniziare a preparare la stanza del bambino o alcune cose da metterci dentro, dato che più avanti probabilmente non sarete così libere di farlo.


    venerdì 5 maggio 2017

    È vero che il primo figlio nasce sempre dopo il termine?

    Il parto solitamente, avviene a un'età gestazionale tra le 37 e le 42 settimana e, nonostante non sia una regola, è stato registrato che il primo bambino in media tende a nascere in ritardo. Dal tuo punto di vista, se già metti in conto qualche settimana in più dopo il termine eviti frustrazioni inutili. E' chiaro che anche per il tuo corpo questa è la prima volta, e la data del parto è solo presunta. Sapere con esattezza quando nascerà il bambino è molto difficile.

    Ma quando nasce?

    Forse una delle prime domande che ci si sente rivolgere non appena si comunica lo stato di gravidanza. E la mamma stessa, da subito, incomincia a calcolare i tempi, a cercare di visualizzare un periodo, un’atmosfera, una condizione climatica, in cui localizzare nella sua mente il momento in cui dallo stato di gravidanza si troverà ad avere in braccio un bambino.

    La prima cosa da specificare è che la “data presunta del parto” è, come dice il nome, solo “presunta” e si trova a metà di un spazio di tempo molto lungo: dura esattamente un mese il periodo in cui il bambino si considera a termine, cioè “nato nel momento giusto”, quindici giorni prima e quindici dopo la fatidica data.

    Ma come si calcola la data (presunta) del parto, e quanto dura la gravidanza?


    Poiché è troppo incerta la definizione del momento in cui è avvenuto il concepimento, per accordi internazionali si è deciso di affidare la datazione della gravidanza ad un parametro più preciso, e cioè il primo giorno dell’ultima mestruazione.










    Come essere più sicuri

    La datazione viene sempre comunque valutata durante la prima ecografia (10°/12° settimana: la misurazione di alcuni parametri fetali ci permette di confermare la corrispondenza o meno tra l’epoca calcolata in base all’ultima mestruazione e l’effettivo livello di sviluppo raggiunto dal feto. In alcuni casi, quando questa corrispondenza manca, la gravidanza viene “ridatata”, cioè da quel momento si “finge” che l’ultima mestruazione sia stata qualche giorno prima o dopo, in maniera che l’età gestazionale sia coerente con l’accrescimento del feto; a questa nuova data bisognerà fare riferimento per tutti i controlli in gravidanza e per il calcolo della data del parto. A maggior ragione ci si affiderà alla valutazione ecografica della datazione nei casi cui non si conosce con certezza la data di inizio delle mestruazioni, oppure siano la donna ha fatto uso della pillola anticoncezionale.

    Gli esami se si supera il termine

    Al fine di prevenire tali rischi e riconoscere tempestivamente eventuali segnali di sofferenza fetale, quando la gravidanza si protrae oltre le 40 settimane la gestante viene sottoposta a controlli periodici per accertare il benessere suo e del bebè, fino a programmare, se entro una certa data non accade nulla, l’induzione del parto.

    Se la gravidanza procede normalmente e non vi sono fattori di rischio precedentemente identificati, si programma una prima visita tra la 38esima e la 40esima settimana compiuta (a seconda dell’organizzazione interna dell’ospedale) per effettuare due tipi di controlli:

    il monitoraggio cardiotocografico, che serve per registrare l’attività cardiaca fetale;l’ecografia, attraverso la quale si valutano i movimenti attivi fetali (indicati con la sigla MAV) e soprattutto si misura l’AFI, sigla inglese che sta per Amniotic Fluid Index e indica la quantità di liquido amniotico, che in condizioni fisiologiche deve essere compreso tra 5 e 20 centimetri.

    Se tutti i parametri risultano nella norma, si concorda un nuovo appuntamento a distanza di alcuni giorni, proseguendo con controlli ogni 3-4 giorni; se il travaglio non si avvia spontaneamente, tra la 41ma e la 42ma settimana sarai ricoverata e il parto viene indotto.


    martedì 2 maggio 2017











    Il colostro, primo latte

    È questo il nome dato al latte secreto dalla mammella materna nei primi cinque-sei giorni dopo il parto. E' un alimento più giallo e più denso del latte successivo, rispetto al quale è più ricco di proteine e più povero di grassi e di zuccheri.Pubblicità


    Per la sua composizione chimica, considerando l'alto contenuto proteico e di sali minerali, il colostro è certamente l'alimento ideale per la ripresa del peso subito dopo la nascita, quando vi può essere un piccolo calo di peso (chiamato comunemente "calo fisiologico").

    Il caratteristico colore giallo è conferito da un'abbondante presenza di carotene(precursore della vitamina A).

    Rispetto al latte successivo contiene meno caseina, cosa che lo rende più adatto per il neonato. Significativamente elevati i livelli di zinco: un metallo importantissimo per lo sviluppo e l'accrescimento.

    Nel colostro si riscontrano anche alti livelli di anticorpi (utili per proteggere il neonato contro alcuni agenti infettivi).

    Ha una spiccata azione lassativa per aiutare a espellere le prime feci ("meconio"), particolarmente dense e vischiose.

    La quantità di colostro secreta dalla donna in un giorno oscilla fra gli 80 e i 150 ml.

    Nei primi tre-quattro giorni di vita del neonato, quando ancora si è in ospedale, è probabile che non si raggiunga una produzione di latte visibilmente abbondante: è fisiologico (cioè normale, da non "curare" con giunte di latte artificiale) che le quantità siano piccole.

    Anzi, è proprio questa relativa insufficienza del latte che rende "aggressivo" il neonato sulla poppa, tanto da fargliela stimolare con energiche suzioni, attivandone così il buon funzionamento.

    L'allattamento precoce, subito dopo il parto, oltre ad assicurare al neonato l'apporto del colostro, favorisce nella madre il contrarsi dell'utero, prevenendo eventuali emorragie.



    I figli

    I nostri figli I figli sono le risposte che la vita dona ad ognuno di noi. Sono loro l’essenza del vostro sorriso. Sono sangue e carne ...